L'UOMO CHE UCCISE DON CHISCIOTTE: DON QUIXOTE VIVE!
L'UOMO CHE UCCISE DON CHISCIOTTE: DON QUIXOTE VIVE!
Ditelo che ve lo aspettavate, che sarebbe stato ovviamente questo il film che avremmo recensito questo mercoledì.
Chi segue il blog sa con quanta ansia e aspettative attendevo questo momento, e ovviamente è così, questa è la recensione di "The man Who Killed Don Quixote".
D'altra parte la mia indole mi avrebbe portato nelle sale Giovedì 27 settembre, data di uscita italiana, ma le mie responsabilità lavorative mi hanno costretto a procrastinare la visione fino ad oggi pomeriggio, con la sala completamente vuota e io a saltellare ansioso in ogni fila.
Posso solo dire che 25 anni di attesa non sono stati vani, Don Quixote vive!
TRAMA (NO SPOILER)
Sgrovigliare questa trama e riassumerla in poche righe è fra l'impossibile e il frustrante.
Toby Grisoni è un regista specializzato in spot televisivi. Mentre si trova in spagna, alle prese con uno dei suoi lavori con protagonista don Chisciotte, si ritrova nei luoghi in cui 10 anni prima aveva girato il suo film di laurea, faccia a faccia con fantasmi del passato e...
Ok, basta con il riassunto alla "I bellissimi di canale 5". Guardatevi il film e basta.
REGIA
Terry Gilliam nella sua essenza più pura e ragionata allo stesso tempo. Potrei fermarmi qua, potrebbe essere sufficiente come descrizione, ma mi rendo conto che molti di voi lo potrebbero interpretare come un "Non avevo cazzi di scrivere e ha provato a fare la figata con una supercazzola ad effetto"
Capisco e vado un po' più a fondo. Per chi non conoscesse già Terry Gilliam, è uno dei registi più visionari nel senso più vero del termine (Lynch per capirci non è un visionario, è uno psicopatico) Dagli albori della sua carriera, quando faceva l'animatore nel gruppo dei Monty Pyton, fino alle ultime opere come Parnassus, Gilliam ha sempre mostrato una maniacale ricerca della trasposizione perfetta delle sue visioni. E' come se il suo intento principale fosse davvero quello di condividere con il resto del mondo quello che immagina, che sogna e che pensa nel modo più preciso e allo stesso tempo esagerato possibile. Non insisterò mai abbastanza nel consigliare la visione di capolavori come "Brazil" e "La leggenda del re pescatore".
In questa fatica, partorita dopo 25 anni, Terry Gilliam mette tutto se stesso, con qualcosa in più.
Una patina di razionalizzazione delle sue visioni, un' impalcatura meno evanescente e anche, se vogliamo, una punta di disincanto, che rendono questo film (a caldo) forse il migliore di Gilliam.
Un'atmosfera meravigliosamente equilibrata fra il grottesco, il barocco e paradossalmente spoglia in alcuni momenti, per farti assaporare l'alone di malinoconia del "Triste figuro" Don Quixote.
Un lavoro incredibile su ogni singolo attore, ogni singola iterazione fra i personaggi e il mondo partorito dalla mente di questo vecchio folle.
(SPOILER)
Il genio di Gilliam brilla particolarmente nelle scene all'interno della dimora del "Re della Vodka russa". Follie ragionate, come quella di Johnatan Pryce alle prese con il suo "simulatore di cavalcata sulla luna" o il tocco improvvisamente drammatico, nella dinamica della morte finale del Vero/finto Don Quixote.
E infine il finale, che ti lascia aperte molteplici interpretazioni senza lasciarti quella tipica sensazione di incompiuto come per fare un esempio Inception e la sua trottola che gira/non gira, ma semplicemente cullandoti nella sua poetica fino ai titoli di coda, consapevoli che la comprensione non sia di certo l'elemento fondamentale per comprendere davvero un film con protagonista Don Quixote della Mancha.
Voto: 9 - Una meravigliosa visione lucida della follia
FOTOGRAFIA E AUDIO
Il maestro Nicola Pecorini, non poteva che essere lui la mente e il braccio, per l'ennesima volta, di Terry Gilliam per la direzione della fotografia.
Una fotografia brillante, accesa anche nelle scene più buie. Toni sempre incandescenti, a momenti accecanti, che ti immergono appieno nella visione del fim, sapientemente mescolati con una sorta di color "seppia del deserto" per far trasparire le ambientazioni ispaniche.
Tinte che esaltano tutto e tutti: lo sporco e la desolazione come la magnificenza e la pomposità, sparandoti in faccia composizioni caleidoscopiche per far risaltare scenografie scarne e a tratti barocche.
Audio davvero ben fatto. Non è ciò che risalta nella dinamica del film, ma se uno ci mette attenzione nota la cura che la presa diretta adopera in tutte le scene del film, soprattutto in quelle più complesse come la festa finale.
Voto: 8 - Il braccio armato di Gilliam
SCENOGRAFIA, COSTUMI, TRUCCO
Non c'è forse nemmeno bisogno di scriverlo, la scenografia, i costumi e il trucco sono clamorosi in ogni singolo istante del film.
E' difficile dire di più, perché ogni cosa che io possa scrivere sulla scenografia diverrebbe automaticamente uno spoiler.
Ogni oggetto, ogni ambiente, ogni singolo centimetro catapulta lo spettatore in un divertente e inquietante viaggio nei meandri della follia di Don Quixote, ma sopratutto di Terry Gilliam
Voto: 9,5 - Dategli già 'sto oscar per piacere
MONTAGGIO E VFX
Il montaggio ha momenti è davvero eccezionale e anche quanto sembra lasciarti spiazzato, si riassesta poi sulla giusta via. Nel complesso è oserei dire sapiente e funziona.
La questione Vfx invece in questo caso è dannatamente difficile da sviscerare, nel senso che gli effetti speciali sono concepiti assieme alla scenografia, e quindi è difficile comprendere a valutare dove inizi il lavoro degli effetti speciali e finisca quello della scenografia. Gli effetti digitali non sono molti e sono comunque ben fatti, perfettamente amalgamati con l'atmosfera del film.
Voto: 7 - Gestione ragionata
RECITAZIONE
Partiamo subito dalla questione più importante, quella che rischiava di compromettere, se sbagliata, tutto il film, ovvero Don Chisciotte.
Johnatan Pryce è favoloso. Il suo personaggio è follemente esagerato, ma allo stesso tempo riesce a mantenere uno strano equilibrio quasi compassato, tanto da renderlo in alcuni punti più drammatico di quanto forse Gilliam stesso non volesse inizialmente.
Esilarante, istrionico, patetico, un lavoro di costruzione del personaggio incredibile che non getta nel grottesco il film, rischio che si corre sempre quando si lavora con elementi così al limite.
Adam Driver è invece altalenante, con momenti di altissima recitazione e altri in cui sembra quasi non si trovi a suo agio con il personaggio (dinamica che avevo già visto nel suo Kylo Ren nella nuova saga di Star Wars). Sfiorisce accanto al carisma di Pryce, ma alla fine il suo personaggio funziona molto bene nella meccanica del film.
Tutti gli altri sono soprattutto diretti benissimo, e ciò sopperisce anche a qualche lacuna di troppo nella recitazione di alcuni di loro (vedi magnate russo).
Angelica, la protagonista femminile, è magnetica e non so perché mi ha fatto venire in mente una fusione fra una giovane Winona Ryder e una altrettanto giovane Helena Bohnam Carter.
Menzione disonorevole solo per il "gitano", la cui utilità per tutto il tempo del film mi è sfuggita, come fuggiva senza motivo anche lui dalle inquadrature, quasi non volesse essere ripreso.
Una recitazione "Alla Johnny Depp" che sembrava quasi volerlo omaggiare in qualche modo (chi conosce la storia della lavorazione del film sa per quale motivo, chi non la conosce può leggere l'articolo "Welcome to la Mancha" su questo stesso blog)
Nel complesso comunque una recitazione di ottimo livello, alzata di almeno due punti dalla bravura incommensurabile di Gilliam nel dirigere il cast.
Voto: 9 per Johnatan Pryce - 7,5 per il resto del cast
SCENEGGIATURA
La sceneggiatura è magistralmente concepita per mettere lo spettatore in difficoltà, ma non ti fa incazzare come accade in tante porcate insensatamente incasinate.
Si fa molta fatica a capire quando ci si trova in mezzo alla cruda realtà dei fatti, o immersi nella visione di Don Quixote, nel senso più ampio del termine.
Non si comprende altresì se Toby "Adam Driver Sancho Pancha" Grisoni (che è il focus catalizzatore con i cui occhi seguiamo la trama) veda davvero ciò che vede, lo immagini soltanto, sia suggestionato dal pazzo scatenato a cui suo malgrado fa da scudiero/sparviero (capirete solo se malauguratamente vedrete il film doppiato in italiano) o se infine stia impazzendo lui stesso.
Pur complessa, la sceneggiatura non è contorta, ma semplicemente affascinante e ti culla attraverso momenti di vera comicità e attimi che quasi ti commuovono.
Una scrittura solidamente insensata, che non perde mai il filo narrativo e segue una missione precisa come quella di Don Chisciotte.
Voto: 8 - Fondamenta d'acciaio per un castello fluttuante
CONCUSIONI
Era difficile superare le mie aspettative, già di per sé alte, ma Gilliam c'è riuscito.
Un vero capolavoro, senza se e senza ma. Visionario, spiazzante, esci dalla sala che hai ancora fresche le immagini nella tua mente.
Un film vero, genuino, che non ha cercato compromessi dal punto di vista artistico, pur dovendone forzatamente fare per l'immensamente travagliata produzione.
Dopo averlo finito di vedere puoi dire solo una cosa: Grazie Terry, per non aver mollato nonostante tutto e averci regalato questo. Io, personalmente, ti sarò sempre grato per questo. Don Quixote Vive!
Voto 9 - Fino alla luna e ritorno a cavallo di ronzinante
Davide
Ditelo che ve lo aspettavate, che sarebbe stato ovviamente questo il film che avremmo recensito questo mercoledì.
Chi segue il blog sa con quanta ansia e aspettative attendevo questo momento, e ovviamente è così, questa è la recensione di "The man Who Killed Don Quixote".
D'altra parte la mia indole mi avrebbe portato nelle sale Giovedì 27 settembre, data di uscita italiana, ma le mie responsabilità lavorative mi hanno costretto a procrastinare la visione fino ad oggi pomeriggio, con la sala completamente vuota e io a saltellare ansioso in ogni fila.
Posso solo dire che 25 anni di attesa non sono stati vani, Don Quixote vive!
TRAMA (NO SPOILER)
Sgrovigliare questa trama e riassumerla in poche righe è fra l'impossibile e il frustrante.
Toby Grisoni è un regista specializzato in spot televisivi. Mentre si trova in spagna, alle prese con uno dei suoi lavori con protagonista don Chisciotte, si ritrova nei luoghi in cui 10 anni prima aveva girato il suo film di laurea, faccia a faccia con fantasmi del passato e...
Ok, basta con il riassunto alla "I bellissimi di canale 5". Guardatevi il film e basta.
REGIA
Terry Gilliam nella sua essenza più pura e ragionata allo stesso tempo. Potrei fermarmi qua, potrebbe essere sufficiente come descrizione, ma mi rendo conto che molti di voi lo potrebbero interpretare come un "Non avevo cazzi di scrivere e ha provato a fare la figata con una supercazzola ad effetto"
Capisco e vado un po' più a fondo. Per chi non conoscesse già Terry Gilliam, è uno dei registi più visionari nel senso più vero del termine (Lynch per capirci non è un visionario, è uno psicopatico) Dagli albori della sua carriera, quando faceva l'animatore nel gruppo dei Monty Pyton, fino alle ultime opere come Parnassus, Gilliam ha sempre mostrato una maniacale ricerca della trasposizione perfetta delle sue visioni. E' come se il suo intento principale fosse davvero quello di condividere con il resto del mondo quello che immagina, che sogna e che pensa nel modo più preciso e allo stesso tempo esagerato possibile. Non insisterò mai abbastanza nel consigliare la visione di capolavori come "Brazil" e "La leggenda del re pescatore".
In questa fatica, partorita dopo 25 anni, Terry Gilliam mette tutto se stesso, con qualcosa in più.
Una patina di razionalizzazione delle sue visioni, un' impalcatura meno evanescente e anche, se vogliamo, una punta di disincanto, che rendono questo film (a caldo) forse il migliore di Gilliam.
Un'atmosfera meravigliosamente equilibrata fra il grottesco, il barocco e paradossalmente spoglia in alcuni momenti, per farti assaporare l'alone di malinoconia del "Triste figuro" Don Quixote.
Un lavoro incredibile su ogni singolo attore, ogni singola iterazione fra i personaggi e il mondo partorito dalla mente di questo vecchio folle.
(SPOILER)
Il genio di Gilliam brilla particolarmente nelle scene all'interno della dimora del "Re della Vodka russa". Follie ragionate, come quella di Johnatan Pryce alle prese con il suo "simulatore di cavalcata sulla luna" o il tocco improvvisamente drammatico, nella dinamica della morte finale del Vero/finto Don Quixote.
E infine il finale, che ti lascia aperte molteplici interpretazioni senza lasciarti quella tipica sensazione di incompiuto come per fare un esempio Inception e la sua trottola che gira/non gira, ma semplicemente cullandoti nella sua poetica fino ai titoli di coda, consapevoli che la comprensione non sia di certo l'elemento fondamentale per comprendere davvero un film con protagonista Don Quixote della Mancha.
Voto: 9 - Una meravigliosa visione lucida della follia
FOTOGRAFIA E AUDIO
Il maestro Nicola Pecorini, non poteva che essere lui la mente e il braccio, per l'ennesima volta, di Terry Gilliam per la direzione della fotografia.
Una fotografia brillante, accesa anche nelle scene più buie. Toni sempre incandescenti, a momenti accecanti, che ti immergono appieno nella visione del fim, sapientemente mescolati con una sorta di color "seppia del deserto" per far trasparire le ambientazioni ispaniche.
Tinte che esaltano tutto e tutti: lo sporco e la desolazione come la magnificenza e la pomposità, sparandoti in faccia composizioni caleidoscopiche per far risaltare scenografie scarne e a tratti barocche.
Audio davvero ben fatto. Non è ciò che risalta nella dinamica del film, ma se uno ci mette attenzione nota la cura che la presa diretta adopera in tutte le scene del film, soprattutto in quelle più complesse come la festa finale.
Voto: 8 - Il braccio armato di Gilliam
SCENOGRAFIA, COSTUMI, TRUCCO
Non c'è forse nemmeno bisogno di scriverlo, la scenografia, i costumi e il trucco sono clamorosi in ogni singolo istante del film.
E' difficile dire di più, perché ogni cosa che io possa scrivere sulla scenografia diverrebbe automaticamente uno spoiler.
Ogni oggetto, ogni ambiente, ogni singolo centimetro catapulta lo spettatore in un divertente e inquietante viaggio nei meandri della follia di Don Quixote, ma sopratutto di Terry Gilliam
Voto: 9,5 - Dategli già 'sto oscar per piacere
MONTAGGIO E VFX
Il montaggio ha momenti è davvero eccezionale e anche quanto sembra lasciarti spiazzato, si riassesta poi sulla giusta via. Nel complesso è oserei dire sapiente e funziona.
La questione Vfx invece in questo caso è dannatamente difficile da sviscerare, nel senso che gli effetti speciali sono concepiti assieme alla scenografia, e quindi è difficile comprendere a valutare dove inizi il lavoro degli effetti speciali e finisca quello della scenografia. Gli effetti digitali non sono molti e sono comunque ben fatti, perfettamente amalgamati con l'atmosfera del film.
Voto: 7 - Gestione ragionata
RECITAZIONE
Partiamo subito dalla questione più importante, quella che rischiava di compromettere, se sbagliata, tutto il film, ovvero Don Chisciotte.
Johnatan Pryce è favoloso. Il suo personaggio è follemente esagerato, ma allo stesso tempo riesce a mantenere uno strano equilibrio quasi compassato, tanto da renderlo in alcuni punti più drammatico di quanto forse Gilliam stesso non volesse inizialmente.
Esilarante, istrionico, patetico, un lavoro di costruzione del personaggio incredibile che non getta nel grottesco il film, rischio che si corre sempre quando si lavora con elementi così al limite.
Adam Driver è invece altalenante, con momenti di altissima recitazione e altri in cui sembra quasi non si trovi a suo agio con il personaggio (dinamica che avevo già visto nel suo Kylo Ren nella nuova saga di Star Wars). Sfiorisce accanto al carisma di Pryce, ma alla fine il suo personaggio funziona molto bene nella meccanica del film.
Tutti gli altri sono soprattutto diretti benissimo, e ciò sopperisce anche a qualche lacuna di troppo nella recitazione di alcuni di loro (vedi magnate russo).
Angelica, la protagonista femminile, è magnetica e non so perché mi ha fatto venire in mente una fusione fra una giovane Winona Ryder e una altrettanto giovane Helena Bohnam Carter.
Menzione disonorevole solo per il "gitano", la cui utilità per tutto il tempo del film mi è sfuggita, come fuggiva senza motivo anche lui dalle inquadrature, quasi non volesse essere ripreso.
Una recitazione "Alla Johnny Depp" che sembrava quasi volerlo omaggiare in qualche modo (chi conosce la storia della lavorazione del film sa per quale motivo, chi non la conosce può leggere l'articolo "Welcome to la Mancha" su questo stesso blog)
Nel complesso comunque una recitazione di ottimo livello, alzata di almeno due punti dalla bravura incommensurabile di Gilliam nel dirigere il cast.
Voto: 9 per Johnatan Pryce - 7,5 per il resto del cast
SCENEGGIATURA
La sceneggiatura è magistralmente concepita per mettere lo spettatore in difficoltà, ma non ti fa incazzare come accade in tante porcate insensatamente incasinate.
Si fa molta fatica a capire quando ci si trova in mezzo alla cruda realtà dei fatti, o immersi nella visione di Don Quixote, nel senso più ampio del termine.
Non si comprende altresì se Toby "Adam Driver Sancho Pancha" Grisoni (che è il focus catalizzatore con i cui occhi seguiamo la trama) veda davvero ciò che vede, lo immagini soltanto, sia suggestionato dal pazzo scatenato a cui suo malgrado fa da scudiero/sparviero (capirete solo se malauguratamente vedrete il film doppiato in italiano) o se infine stia impazzendo lui stesso.
Pur complessa, la sceneggiatura non è contorta, ma semplicemente affascinante e ti culla attraverso momenti di vera comicità e attimi che quasi ti commuovono.
Una scrittura solidamente insensata, che non perde mai il filo narrativo e segue una missione precisa come quella di Don Chisciotte.
Voto: 8 - Fondamenta d'acciaio per un castello fluttuante
CONCUSIONI
Era difficile superare le mie aspettative, già di per sé alte, ma Gilliam c'è riuscito.
Un vero capolavoro, senza se e senza ma. Visionario, spiazzante, esci dalla sala che hai ancora fresche le immagini nella tua mente.
Un film vero, genuino, che non ha cercato compromessi dal punto di vista artistico, pur dovendone forzatamente fare per l'immensamente travagliata produzione.
Dopo averlo finito di vedere puoi dire solo una cosa: Grazie Terry, per non aver mollato nonostante tutto e averci regalato questo. Io, personalmente, ti sarò sempre grato per questo. Don Quixote Vive!
Voto 9 - Fino alla luna e ritorno a cavallo di ronzinante
Davide
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