IL CAFFE' DEL GIOVEDI': SPIKKKE LEE

IL CAFFE' DEL GIOVEDI': SPIKKKE LEE

Neri contro bianchi contro neri contro bianchi contro neri, è una vecchia storia.
Il tema del razzismo, odio razziale, xenofobia o come la vogliamo mettere è estremamente attuale, ne sanno qualcosa gli oscar del 2016, boicottati dalla comunità nera per mancanza di esponenti canditati in quell'annata, per poi rimediare l'anno successivo con la vittoria (immeritata) di "Moonlight" a discapito dell'incredibile "La la land", con gaffe al seguito.
Non fraintendetemi, non voglio sminuire la questione razziale, la mia è solo una disamina riguardo questa insensata intromissione nel mondo cinematografico/artistico di dinamiche politiche o sociali, che approfondirò in un altro momento.
Oggi vorrei parlare di quel mattacchione di Spike Lee, che gioca su tali questioni a modo suo, in questo "Blakkklansman".
Ron Stallwart, uno sbirro nero appena entrato in distretto, decide di infiltrarsi nel kkk (Kus Kus Klan) per sventare alcuni attacchi premeditati.
Si approccia al klan telefonicamente e dopo una serie di contatti entra nelle simpatie del capoccia. Non potendo, per ovvie ragioni di appartenenza etnica, entrare di persona nel Klan, al suo posto entra in gioco Flip Zimmerman, suo collega  di distretto di origini ebree, selezionato per infiltrarsi di persona nel klan. Questo è tutto ciò che si riesce a estrapolare da trailer e dagli articoli degli uffici stampa che si trovano online, il resto è puro delirio.
Spike Lee si cimenta in un action comedy, con la solita coppia di personaggi agli antipodi, messi insieme per rendere il tutto esagerato e sopra le righe, giocando a quanto pare su situazioni grottesche e paradossali..
Il tutto potrebbe rivelarsi esilarante o demenziale, a seconda di quanto risulterà riuscito il plot e la scrittura dei personaggi.
Il pretesto sembra divertente, gli attori protagonisti sono John David Washington (gia visto in malcom x dello stesso Lee) e Adam Driver, che ormai pare inspiegabilmente (a mio parere) essere attore feticcio un po' di chiunque (lo abbiamo appena visto ne "L'uomo che uccise don Quixote" dopo le sue altalenanti prove come Kylo Ren nei nuovi Star Wars).
Spike Lee è sempre un'incognita, in grado di alternare altissimo cinema a boiate insensate ed è  davvero impossibile sapere cosa aspettarsi se il genio di "Fa la cosa giusta" o il pirla che prova a girare un remake di "Oldboy".
Di certo Lee è uno di quei registi estremamente legati alle tematiche del razzismo, trattate in molteplici sue opere in modo crudo e molto serio e la mia paura risiede in "come" effettivamente intenda ironizzare, questa volta, sul tema.
Se quella che intende fare è vera ironia dissacrante, mettendoci il suo tocco magico di regista sempre all'avanguardia (anche e persino nelle boiate) la cosa diventa molto, ma molto interessante.
Se invece, al contrario, l'ironia sarà solo una facciata commerciale per l'ennesima opera di sensibilizzazione sul tema, allora il rischio è di trovarsi di fronte ad un ibrido fatiscente e poco incisivo.
Vedremo, noi del cinestorto andremo comunque a vederlo



PREVISIONE BOTTEGHINO: NELLA MEDIA -Spike lee non è una certezza al botteghino, ma ad oggi Adam Driver un po' di pubblico lo porta in sala e il concept è discretamente da box office. Il trailer è studiato in modo abbastanza "commerciale friendly" e potrebbe aiutare
PREVISIONE VOTO: 6,5 - Non mi aspetto un capolavoro, ma potrebbe essere un bel action comedy
VEDERLO AL CINEMA: PIU' SI CHE NO - Rispetto a ciò che si trova nelle sale in questo periodo, consiglierei di andare a vedere l'opera del buon Spike Lee, ovviamente solo se avete già visto "The man who killed Don Quixote"

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