RIDE - Correre senza meta rende Davide pazzo fuorioso

PREMESSA

Per quelle anime pie che hanno seguito il mio blog nelle prime pubblicazioni, chiedo scusa per questi 3 mesi di assenza. Stavo cercando di capire se avessi effettivamente tempo di seguire un blog e se avessi soldi per andare al cinema.
La risposta è no, a entrambe le domande.
Ho deciso quindi di indebitarmi per andare di più al cinema e di portare avanti il blog con l'aiuto di un paio di collaboratori che conoscerete nei prossimi post.
Iniziamo col comunicarvi che il blog sarà strutturato circa in questo modo, in linea di massima, molto circa:
1) Tutti i mercoledì uscirà la recensione di un film presente nelle sale
2) Il giovedì post su impressioni a caldo sui film in uscita che non abbiamo ancora visto
3) Ogni due sabati una retrospettiva

Poi ci saranno altri approfondimenti, rubriche dei vari autori del blog e in futuro un vlog correlato e tante altre belle cose divertenti, ma per ora andiamo con ordine e iniziamo da questo primo post del mercoledì.

RIDE: Correre senza meta rende Davide pazzo furioso

Di Davide Borgobello

"Ride" è l'opera prima del regista Jacopo Rondinelli, nome che ai più può risultare sconosciuto, ma in realtà è uno che nel campo dei visual fx ne sa qualcosa, basti pensare che ha collaborato a più riprese con Gabriele Salvadores e ha girato spot per Redbull, Tissot, Renault, Vodafone e via discorrendo oltre che videoclip molto interessanti per Ramazzotti, Subsonica e Caparezza.
Di sicuro quindi non l'ultimo videomaker arrivato per caso e non di certo un operazione strutturata a alla viva il parroco. Ma quanti di voi hanno davvero sentito parlare di questo film?
Qui iniziano i primi problemi della pellicola, ovvero il marketing. Possibile che uno che ha girato spot per la Redbull, fallisca miseramente nel marketing della sua opera prima?
Allucinante ma vero, il film uscito nelle sale il 6 settembre è pressocché sconosciuto ai più e ha guadagnato al botteghino fin'ora la misera cifra di 250.000€.
E' brutto? Non direi. Ha fallito? eeeeh, se non fallito, quasi.

Ma andiamo per ordine:

TRAMA (NO SPOILER)
Due pazzi fuoriosi, come li chiamerebbe il buon zio Montemagno, si divertono a saltare sui grattaceli ed effettuare acrobazie al limite del suicidio per esaltare quattro fan sporadici su youtube. Per motivi diversi hanno bisogno di soldi e vengono provvidenzialmente (forse troppo provvidenzialmente) invitati a partecipare ad un contest segreto per ciclisti acrobatici, il cui premio è una grossa cifra in denaro. Il contest, organizzato da personaggi piuttosto singolari, si rivelerà per lo meno un po' "sopra le righe". Saranno i nostri amici circensi abbastanza "op" da vincere, o perlomeno, da cavarci fuori la pellaccia?

LA REGIA
Recensire un film come "Ride" non è per niente facile, perché guardarlo, nel senso più stretto del termine, non è per niente facile. Stilisticamente pressocché perfetto per quello che vuole fare, è imperfetto per chi invece lo vuole guardare.
Ti catapulta da una scena all'altra attraverso un serrato montaggio fra action cam in prima persona di acrobazie folli sulle montagne e camera a mano traballante per riprendere tutto il resto, il tutto alla velocità di Usain Bolt mentre cerca un bagno in un violento attacco di dissenteria.
Pochi campi lunghi, zero panoramiche in un contesto che invece ne meriterebbe eccome. Se da un lato Ride riesce a incollarti allo schermo, dall'altro ti fa allontanare alla ricerca di un bagno per vomitare. Troppo movimento, troppe poche pause. Certo, una scelta stilistica all'avanguardia e interessante, ma non la definirei totalmente riuscita. Tuttavia alcune scene, concepite per sfruttare al meglio questa tecnica, valgono da sole il prezzo del biglietto
Passando alla regia sugli attori, il lavoro è grezzo e approssimativo. I dialoghi sono banali e inconcludenti, ma qui passerei la palla a scrittura e recitazione perché in realtà, in un film basato sull'adrenalina e la tecnica pura, non è che tu regista puoi stare ogni secondo a lisciare il pelo agli attori. O se la cavano con il canovaccio che hanno in mano, o sono dei cani e non si può fare molto.
Voto: 6,5 - Blu tornado

FOTOGRAFIA, AUDIO
Questo è uno di quei film in cui non capisci bene dove finisca il lavoro della regia e dove inizi quello della fotografia. I tecnicismi in questo film fagocitano tutto il resto. E' difficile dire se la fotografia sia buona oppure no, perché l'utilizzo della first person in continuazione e la gestione ossessiva di un montaggio serrato fa si che non si riescano a cogliere appieno le inquadrature, le tonalità dei colori o un qualsiasi virtuosismo del direttore della fotografia.
E' stata evidentemente effettuata una approssimativa color correction, poi secondo me i colorist si sono talmente rotti le balle di vedersi arrivare file di formati totalmente diversi da convertire che hanno detto "Sai che c'è? Desaturiamo tutto e vaffanculo! Tanto con sta velocità manco ci si accorge se facciamo tutto rosa antico, tipo le mutande bianche in lavatrice con le maglie rosse".
Menzione disonorevole a parte per l'unica scena in notturna. Fa veramente cagare, fine. Unisce il mal di mare della camera a mano a il non vedere una ceppa di quello che sta succedendo.
L'audio nel complesso non è male, anche se presenta alcuni problemi. Non riesco realmente a definire esattamente quali essi siano, ma in alcuni tratti il missaggio sembra effettuato da un fattone in preda ad un momento di misticismo. Veramente troppo ovattate alcune scene e altre volte tentativi di virtuosismo acustico non particolarmente riusciti.
Voto 6 -  Compitino con punte di follia

SCENOGRAFIA, COSTUMI, TRUCCO
La scenografia meriterebbe una menzione a parte, perché si nota una buona cura nella progettazione delle (poche) scene in interno. Il "bunker" in cui si recano verso la fine del film è veramente ben concepito e anche la scena di set up del contest segreto, ambientata in una sorta di claustrofobica grotta artificiale, è frutto di un ottimo lavoro di design e inventiva. Bella anche l'idea dei "chekpoint" durante il percorso, con questi sorta di monoliti alla 2001 odissea nello spazio. Peccato per la pessima cura negli ambienti chiamiamoli non "high tech" di inizio film, che paiono davvero lasciati al caso.
Trucco e Costumi sono anonimi ma non sono per nulla mal fatti. Forse nella scena finale (mezzo spoiler alarm) i costumi della setta sono un po' stereotipati, ma ciò non dà particolarmente fastidio.
Voto 7 - Intuitivi

MONTAGGIO E VFX
Ho lo ami o lo odi. Il montaggio di questo film è al limite del nevrotico. L'idea e lo stile necessitano ovviamente di un montaggio serrato, ma così è davvero eccessivo. Sembra che il montatore si rompa in continuazione le balle di vedere la stessa inquadratura. e prema in modo compulsivo il cut.
Mi piacerebbe personalmente vedere la time line del programma di montaggio per capire quanti tagli e microtagli sono stati fatti completamente a caso. A momenti davvero al cinema non riuscivo più a tenere gli occhi sullo schermo ed ero costretto a fissare la chierica nella nuca della persona davanti a me per non vomitare i poc corn. Troppa frenesia.
I Vfx invece sono veramente ben fatti. Belli nel desing, ben concepiti e ben sviluppati, per quanto forse un po troppo "digitali" a mio parere e si poteva osare un pochettino di più in certi punti che risultano stranamente spogli di idee. Nel complesso comunque merita un plauso la squadra che si è occupata degli effetti speciali di Ride.
Voto: quasi 7 - Relax and keep un' inquadratura

SCENEGGIATURA E RECITAZIONE
Non unirò spesso la sceneggiatura con la recitazione nelle recensioni, ma in questo caso le due cose sono strettamente legate fra loro.
Non salvi delle frasi scritte da Moccia facendole vomitare a Daniel Day Lewis, non salvi Gabriel Garko facendolo recitare in un film scritto da Robert Towne.
Tuttavia alle volte può succedere che un grande regista riesca a far lavorare in modo incredibile un attore poco più che decente e che un attore pazzesco riesca a reggere un film da solo, anche se magari la scrittura non è eccellente.
Il caso di "Ride" è invece emblematico. La scrittura almeno in fase di set up regge, ma i dialoghi mai. Sono mal scritti e peggio recitati e pare che da un momento all'altro qualcuno entri nell'inquadratura e urli "Stooop, si rifà tutto! Fa tutto cagare!".
Più vai avanti nel film e più smette di reggere anche la struttura. Scricchiola a metà film, iniziano a cadere i primi calcinacci a tre quarti, viene giù tutto che nemmeno 15 gradi della scala Richter nel finale. Soprattutto non riesci mai a credere ai protagonisti, alle loro intenzioni, ai loro trascorsi, ai loro dubbi. Sono schizofrenici nelle scelte e insensati nelle motivazioni di tali scelte. Non esistono punti fermi non perché i personaggi si evolvano durante il film, ma semplicemente perché non sanno loro e ovviamente men che mai sai tu spettatore, che cosa sono e cosa fanno. Sono bipolari, schizofrenici, pazzi furiosi, non hanno mai una coerenza narrativa e nel finale tutto ciò cade quasi nel ridicolo.
Voto 4 - Paura e delirio a Las Vegas, ma con le biciclette

CONCLUSIONI

Un film che ci prova, ma per davvero. Con tante belle idee, tanto lavoro dietro e si vede, una bella ventata d'aria fresca nello stile, una ricerca del non essere mai banali e un ottima tecnica di fondo.
Peccato per la mancanza profonda di una scrittura fatta bene e per delle scelte troppo....non lo so, troppo e basta.
Con un pizzico di equilibrio in più e con una scrittura più solida, poteva risultare davvero un bellissimo prodotto, così è un bel tentativo, riuscito a metà
Voto 6+ - La potenza è niente senza il cavalletto

Davide

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