IL CAFFE' (QUASI TE') DEL GIOVEDI' : WELCOME TO LA MANCHA!

IL CAFFE' DEL GIOVEDI': WELCOME TO LA MANCHA!

Primo giorno in accademia cinematografica, nell'ormai lontano 2012, una delle primissime cose che ci fecero vedere fu "Lost in la mancha!", il surreale documentario su come Terry Gilliam cercò di girare la sua versione del Don Chishotte nel 2000, la cui ideazione e preparazione era iniziata nel 1990, ma venne bersagliato da sventure di ogni tipo.
Il film, dal titolo "The man Who Killed Don Quixote" e che aveva come interpreti principali Johnny Depp e Jean Rochefort nei panni di Don Chishotte, doveva essere girato in una zona adatta al contesto letterario dell'opera di De Cervantes, a nord di Madrid.
Cercando di sintetizzare al massimo tutta la serie di peripezie folli e irreali capitate a cast e troupe, la zona era continuamente sorvolata da aerei F16 che rendevano impossibili le registrazioni audio, vennero colpiti da due alluvioni, la prima distrusse tutta l'attrezzatura e la scenografia, poi la seconda, per non farsi mancare nulla, fece sparire totalmente le dune circostanti, rendendo la zona non più adatta alle riprese.
Pensate sia finita qua? No, perché quando le cose sembravano quasi riprendere una piega decente, alcuni membri della troupe si licenziarono, parte degli investitori si tirarono indietro e dulcis in fundo l'attore protagonista, Jean Rochefort, venne colpito da un'infezione alla prostata e dovette tornare a Parigi. Questa fu la mazzata finale, anche perché per insegnare l'inglese al vecchio Jean (che ci ha lasciati l'anno scorso, pace all'anima sua) ci erano voluti più di due anni e altrettanti prima a Terry Gilliam per sceglierlo.
Il film venne così abbandonato totalmente e iniziò una lunga causa fra i produttori, fino a quando nel 2002 Gilliam e Johnny Depp ripresero in mano il progetto con la possibile entrata di Robert Duvall nei panni di Don Chishotte. Anche questo tentativo fallì gradualmente, per questioni legate a mancanza di fondi, e alla fine nel 2010 venne abbandonato definitivamente per la seconda volta, quando nel cast artistico figurava anche Ewan McGregor.
Tutto ormai sembrava perduto finché, l'anno scorso, il miracolo! Terry Gilliam riesce a raccogliere una cifra modesta per un film, 17.000.000 di dollari, e riparte da zero. Viene modificata la trama, vengono cambiate le location (buona parte viene girata nelle canarie), scritturati Adam Driver e Jonathan Pryce (già diretto da Gilliam in "Brazil") per i ruoli principali e stavolta tutto fila incredibilmente per il verso giusto, salvo il fatto che non ha potuto concorrere alla palma d'oro di Venezia per l'ennesima controversia legale.
Ok, non credo serva dire altro per instillare la voglia in tutti noi di andare a vedere il film nelle sale (in uscita oggi 27 settembre), ma se ciò non bastasse vi invito a vedere "Lost in la Mancha", per assaporare la visionaria lucida follia con cui Terry Gilliam stava affrontando già 20 anni fa l'ideazione scenografica del film, o per chi non lo avesse ancora fatto, esorto a vedere "Brazil", "La leggenda del re pescatore" o "Paura e Delirio a Las Vegas", per comprendere al meglio come quello di Don Chishotte sia il concept perfetto per quel pazzo furioso (cit Montemagno) di Gilliam.
La scelta del cast è praticamente perfetta, la trama, fra il metacinematografico e il surreale,sembra il riversarsi su pellicola di tutti i deliri più profondi di Gilliam, ma soprattutto la tenacia con cui  per oltre venticinque anni ha insistentemente continuato il suo travalgio fino a partorire la sua opera cinematografica, rendono "The man who killed Don Quixote" un appuntamento imperdibile per chiunque ami il cinema.
Terry Gilliam, come Don Chishotte, sono i modelli integerrimi della libertà e, comunque vada questo film, Terry ha già ottenuto la sua vittoria.

PREVISIONE BOTTEGHINO: TOP - Il clamore per la lunghissima lavorazione e la suggestione intorno a questo film porteranno per lo meno molti curiosi al cinema. Il budget esiguo fa si che non necessiti incassi da record per andare in positivo
PREVISIONE VOTO: 7,5 - Terry Gilliam è uno dei pochi registi che non mi ha mai deluso, e nonostante la difficilissima lavorazione, credo che non mi deluderà nemmeno questa volta
VEDERLO AL CINEMA: ASSOLUTAMENTE SI' - Se non fosse anche solo per premiare il monumentale lavoro svolto da Terry nel corso di questi lunghi anni

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